




Nel poco tempo che ho a disposizione per stare online ultimamente ho preferito Fb che il blog. Ma lì ritrovo la maggior parte di voi e con un solo clic vengo a sapere come state e che novità ci sono… Il Blog è ben altra cosa, e come il primo amore non si scorda mai, però si nutre di tempo che al momento (e speriamo le cose cambino), non posso dargli.
Vorrei però, segnalare un Blog, a questo link sì, sempre del solito poliziotto di cui ho già parlato, in altri miei post, Maurizio. Non è un panegirico verso la Polizia Italiana o nei confronti di questo personaggio. Credo che a leggere il suo blog tutto suoni un po’ fasullo (di articoli ne ha pubblicati solo tre per ora: un poliziotto tra la gente, il poliziotto samaritano, e Decennale del G8 di Genova: un fiore per Carlo da un poliziotto) o almeno anacronistico perchè non si può credere che oggi esistano persone così e pure con la divisa.
Invece Maurizio è così e in quel che scrive ci crede veramente. Lo dico perchè forse lo conosco di persona? beh sì diciamo da più di 30 anni, ed è sempre stato dannatamente… idealista
Merita una lettura, e magari qualche commento. Per chi vuole un dialogo più informale ma perchè no, anche la provocazione, di quella motivata e che resta nel dialogo razionale, lo si trova anche su fb a questa pagina


(l’immagine è presa da qua)
In criminologia si cerca spesso una correlazione tra malattia mentale e crimine.


É nella famiglia che si imparano i primi modelli relazionali e le condotte che si terranno poi nell’intero corso della vita, i contenuti morali dell’ambiente sociale. Nella famiglia però si generano anche conflitti, comportamenti devianti, condotte violente, specificatamente familiari, legate alle intense relazioni che si creano.

Il marchio Illy, che produce e commercializza in tutto il mondo la sua miscela di caffè, ha sede a Trieste, città la cui popolazione consuma il doppio della media italiana di caffè. Ed è proprio il quadrato rosso del marchio la prima cosa che si riconosce avvicinandosi al bar Via delle Torri. Situato in una zona pedonale che permette innumerevoli tavoli fuori dal locale; dentro invece, un brusio, il tipico rumore da bar affollato e una nuvola d’aroma di caffè che carezza le narici. continua la lettura
Se riesci a tenere la testa a posto quando tutti intorno a te
L’hanno persa e danno la colpa a te,
continua il periodo “senza tregua né respiro”… quindi anche per questo post, mio scritto, ma per uso diverso dal Blog…
qui il giornale, un interessante periodico d’informazione e cultura enogastronomica; qui mia recensione su un locale storico della mia città: il Buffet da Pepi.
Mi mancate tutti! A presto.

Qui ad Atene noi facciamo così. Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
mi scuso ma per il periodo (da tregenda) che ho davanti, credo che per un po’ non avrò tempo per scrivere post per il Blog, però non voglio accantonarlo e quindi per aggiornarlo userò mio materiale, già preparato per altri usi…

Le chiedo solo una benedizione, padre.
Ho preferito lei ad un prete qualunque, perché negli esorcismi, di demoni ne fa quotidiana esperienza.

La libertà, diventando eslege e quindi trasformandosi in licenza, non finirà con l’autodistruggersi come Platone aveva compreso?

L’umanità è divisa in due categorie: i sani e gli ammalati. Un tacito abisso li divide: i primi non capiscono i secondi e non lo sanno. Non sentono accanto a loro un’altra umanità, con la loro ottusa sensibilità di contenti. Sui secondi pesa tutta la differenza: essi vedono sopra di sè il mondo dei sani, non sanno informarli della differenza, perchè preferiscono nasconderla o perchè è impossibile. Il sano non comprende il malato: prende le sue esigenze per capricci, quando le conosce. Non ha mai provato il pungiglione del male: per questo è senza pietà. E’ brutale, egoista. Nella malattia c’è qualcosa di femmineo. Essa è la grande educatrice degli spiriti delicati. In qualsiasi malato è la stoffa dell’infermiere: vi è in lui un’arcana ispirazione di finezza e di tatto, che meravigliano l’uomo sano. Vi è in lui una rassegnazione cristiana e una tristezza piena di filosofia che contrastano con la paura animale e il nervosismo dell’uomo sano, quando per caso cade malato. Vi è in lui un’attitudine ampiamente sviluppata alla comprensione e al perdono.

Quando giungono le prime belle giornate, e la terra si risveglia e si rifà verde, e il tepore profumato dell’aria ci carezza la pelle, ci entra nel petto e sembra penetrarci persino nel cuore, siamo presi da indefiniti desideri, dalla voglia di correre, d’andare a caso, di cercare avventure, di ubriacarci di primavera. (…) e io uscii di casa con l’animo in festa, per andare chi sa dove.

La sindrome del burn out è un cedimento allo stress specifico delle helping professions, ossia di chi esercita professioni di aiuto nel sociale (medici, insegnanti, poliziotti, psicologi, assistenti sociali…). Può colpire chi, a contatto con le persone che cerca di aiutare, per empatia ne comprende le condizioni e rivive in se stesso il loro disagio esistenziale, cogliendone tutta la dolorosa realtà.

Quale sia la natura e quale il valore della filosofia è una questione dibattuta. Alcuni si aspettano dalla filosofia risultati straordinari, altri la considerano un insieme di pensieri privi di contenuto. O è guardata con rispetto, come il degno sforzo di uomini eccezionali, oppure è ridotta a sofisticheria e perditempo.(…)
Video importato
Ieri, primo marzo 2011 è partita la campagna antidroga, di cui lo spot qui sopra è il fiore all’occhiello.

La medicina Umutsi ha una soluzione per ogni richiesta. Per preparare “il farmaco” ci si serve di parti del corpo umano prelevate in vivo, cioè amputate mentre la vittima mentre è viva. Esigenza rituale.
Ciò che un uomo può inventare, un uomo può scoprirlo.
(Sherlock Holmes – Conan Doyle)
L’importanza! Vi par nulla, signore? Il rispetto degli sciocchi, lo stupore dei fanciulli, l’invidia dei ricchi, il disprezzo della persona saggia. BARNAVE
Televisione cattiva maestra. POPPER

“Tutto ciò non ci ha mai procurato il cibo”.
“E che cosa ne sapete voi? Anche l’idea è nutrimento”.
Stavo per perdere le speranze quando Maurizio Cudicio ha commentato il mio post sulla sicurezza partecipata, invitando a proseguire il discorso sulla sua pagina di Facebook. Grazie, Maurizio!

A Trieste si parlano moltissime lingue: italiano, sloveno, croato, serbo, greco, albanese e, nel caso degli ultraottantenni, tedesco. È quindi giustificata la preoccupazione che il forestiero manifesta al pensiero di un’ipotetica conversazione con un locale. Immaginerà, ad esempio, di dover far uso di una nutrita serie di dizionari e di una vivace gestualità.

La nota d’inizio a questo post è la lettera di un poliziotto, Maurizio Cudicio (qui pagina facebook), apparsa poco prima di Natale su molti quotidiani

Io, ogni anno mi ci metto d’impegno per festeggiare il Natale, fra regali, negozi, pranzi… mi ci provo. Poi in giro vedo la frenesia, soprattutto ascolto i discorsi intorno, e… non ce la faccio. Questa volta credevo mi fosse cresciuto il famoso pelo sullo stomaco, ma niente… è più forte di me desiderare che tutta questa baraonda, fax simile di felicità che mi circonda, finisca quanto prima.

Se ne è detto fra i blog, con recensioni, applausi o polemiche, in merito ad una puntata del programma televisivo più glamour del momento su Rai 3.
Video importato
in questi giorni per me un po’ tristi sto trascurando il mio blog…

Circondato da mille pericoli,
stanco debole e tremante per mille paure.
In una tomba di carne, io sono sepolto sopra la terra.
WILLIAM COWPER

Ci sono oggetti impreziositi dalle storie che racchiudono.

Uroboros
Mockumentary, quasi sempre horror, è un falso documentario.

Questa settimana non sono riuscita a trovare nemmeno un momento per scrivere un nuovo post (accidenti!); supplisco scopiazzando un paragrafo da Soloviev e scusandomi.

victor hugo
Che idea si fanno dunque gli uomini dell’assassinio?

Nel grande giorno dell’espiazione, Yom Kippur, il sacerdote esorcizzava il popolo, trasferendo sul capro tutte le colpe della società. Il capro espiatorio avrebbe espiato le colpe e subito le conseguenze, per questo lo si abbandonava nel deserto, soggiorno del demone Azazel.
Video importato
“Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comperare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.” (Apocalisse)
“Beh, se il diavolo giocasse a carte scoperte non sarebbe il diavolo!” Vladimir Solov’ev